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set 22 2015
Birre artigianali 0 Commenti

La birra.

La birra.

La birra esiste da migliaia di anni; la sua infinita varietà di sapori e le proprietà dissetanti ne hanno fatto una delle bevande alcoliche più amate e diffuse al mondo.

La birra è forse la bevanda alcolica più antica della storia, poiché risale almeno al VI millenno a.C. ed è citata nei documenti dell’antico Egitto e della Mesopotamia. Gli storici ritengono che la sua scoperta sia avvenuta per caso: l’orzo era uno dei cereali fondamentali per i popoli di queste regioni e presto si scoprì che se veniva bagnato, lasciato germinare e poi essiccato rapidamente (un processo noto come maltaggio) i chicchi si addolcivano e potevano essere usati per preparare pane e focacce.

Da qui alla scoperta della birra il passo fu breve. Qualcuno, probabilmente per sbaglio, bagnò l’orzo maltato e lo lasciò esposto all’aria; a quel punto i fermenti presenti in natura contaminarono il liquido. Poiché l’orzo maltato contiene zuccheri da cui i lieviti traggono nutrimento, questi organismi iniziarono a moltiplicarsi creando una soluzione effervescente di alcol e sottoprodotti del malto d’orzo che alla fine si trasformò nella prima birra.

Una volta che il processo fu compreso e raffinato, per i birrai divenne semplice separare la bevanda dal lievito esausto, che poteva essere coltivato per produrre altra birra. Le analisi chimiche effettuate su antichi recipienti di terracotta hanno rivelato che la birra era già prodotta nella regione corrispondente all’odierno Iraq circa settemila anni fa: si tratta dunque di uno dei primi esempi di ingegneria biologica in cui è stato impiegato il processo della fermentazione.

La testimonianza più remota della diffusione della birra in Mesopotamia è invece una tavoletta sumera risalente a quattromila anni fa che ritrae un gruppo di persone intente a bere una bevanda da un recipiente comune con cannucce di paglia. La birra divenne fondamentale presso tutte le civiltà antiche dedite all’agricoltura, dall’Europa all’Asia, all’Africa settentrionale, Egitto compreso. Le tecniche di lavorazione furono apprese anche dai greci, che a loro volta le trasmisero ai romani.

A Roma la birra era chiamata cerevisia, dall’unione di Cerere, la dea dell’agricoltura, e vis, che in latino significa “forza”. La birra ebbe un’importanza notevole per i primi romani, ma durante il periodo repubblicano il vino acquistò una grande popolarità e la birra iniziò a essere vista come una bevanda adatta solamente ai barbari. Nei suoi scritti Tacito, storico e senatore dell’impero romano, critica aspramente la birra prodotta dalle popolazioni germaniche della sua epoca. Anche i Traci consumavano fin dal V secolo a.C. un tipo di birra derivato dalla segale, come ricorda nelle sue opere lo storico greco Ellanico di Lesbo.

Birra e luppolo

Il primo a parlare dell’utilizzo del luppolo nella fabbricazione della birra fu un abate carolingio nell’822. Secoli dopo, nel 1167, la badessa Ildegarda di Bingen scrisse: “Se si vuole fare la birra con l’avena, è necessario usare il luppolo”.

La pratica di aromatizzare la birra con questa pianta era nota almeno dal IX secolo, ma si diffuse lentamente a causa della difficoltà di stabilire le giuste proporzioni tra gli ingredienti. In precedenza si impiegava un misto di erbe chiamato gruit, che tuttavia non aveva le stesse proprietà conservanti del luppolo: spesso la birra senza luppolo si deteriorava poco dopo la preparazione e non poteva essere trasportata molto lontano. L’unica alternativa per produrre birra che si conservasse più a lungo era aumentare il tenore alcolico, ma ciò comportava costi più alti. Nel XIII secolo i mastri birrai tedeschi perfezionarono la tecnica e la birra a lunga conservazione aromatizzata con il luppolo iniziò a essere esportata su grande scala, anche grazie all’adozione di fusti di dimensioni standard. La Germania fu il primo paese in cui la fabbricazione raggiunse una notevole espansione e un livello di professionismo sconosciuto altrove.

Prima la birra era prodotta in casa, artigianalmente; questa tradizione fu sostituita con successo dai primi birrifici di medie dimensioni, che davano lavoro a otto-dieci persone. Nel XIV secolo tale modalità si diffuse anche in Olanda; in seguito raggiunse le Fiandre, il Brabante e, alla fine del XV secolo, l’Inghilterra.

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